Racconti da Gaza
Valerio Nicolosi
Racconti dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania del reporter Valerio Nicolosi
Racconti dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania del reporter Valerio Nicolosi
Ci sentiamo su Scanner
Episodi
Il Ministro della Difesa israeliano Katz ha detto che "sono state aperte le porte dell'inferno" in riferimento all'operazione iniziata a Gaza City, che sembra quella definitiva per sfollare i palestinesi dal Nord della Striscia. Dall'8 settembre 2025 questa e altre notizie saranno al centro di Scanner, il podcast quotidiano che da questa stagione trovate su Fanpage.it e su tutte le piattaforme: Spotify, Apple podcast, Amazon Music, Yotube e ovviamente sul sito Fanpage.it Tutte le mattina mezz'ora di rassegna stampa sulla politica estera e quella interna, con un focus sulla Palestina e tutto il Medio Oriente. Tutto gratuito. Ci sentiamo domani mattina su Fanpage.it
Intervista con Mattia Bidoli, operatore umanitario uscito appena 24 ore prima dalla Striscia di Gaza dove è stato per oltre2 mesi.
https://www.ilpod.it/premio-amazonmusic Potete votare Racconti da Gaza a questo link, è tra i primi 10 ed è l'unico indipendente. Il dibattito tra Trump è Biden può cambiare la corsa alla Casa Bianca ma anche il volto del Medio Oriente. La notizia, smentita, che Hezbollah avrebbe un arsenale di armi nell'aeroporto di Beirut
Il procuratore capo della CPI Karim Khan, ha chiesto alla camera preliminare di emettere mandati di arresto per Yahya Sinwar, Mohammed Deif, Ismail Haniyeh; dall’altro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Yoav Gallant.
Hamas torna a colpire nel Nord della Striscia di Gaza, dimostrando come l'operazione militare israeliana sia stata completamente inutile nella lotta contro Hamas. Il suo leader, il più ricercato della Striscia, secondo fonti di intelligence non si troverebbe a Rafah ma a Khan Younis. Sul New York Times esce un0inchiesta su come Hamas controllasse giornalisti, attivisti e chiunque fosse contro il suo regime.
L'assemblea generale delle Nazioni Unite ha vota a favore dell'ingresso della Palestina come Paese membro dell'ONU. 143 voti a favore, 25 astenuti e 9 contrari.
Mentre l'esercito israeliano avanza, a Gaza si muore di fame e di sete a causa della chiusura del valico di Rafah. Puntata con un contributo della ONG CESVI da Deir el Balah
L'operazione di terra a Rafah è in corso, con la voce di Sami Abu Omar ascoltiamo quello che sta avvenendo.
Dopo aver rigettato l'ultima proposta di cessate il fuoco, Israele ha iniziato l'occupazione di Rafah
Poco fa, all'alba del 6 maggio 2024, l'esercito israeliano ha chiesto l'evacazione di Rafah Est. Sta per iniziare l'operazione.
In Egitto riprendono le trattative per il cessate il fuoco mentre Blinken inizia il suo ennesimo tour della regione e la Corte Penale Internazionale sembra che stia per spiccare un mandato di cattura internazionale per Netanyahu.
Smilitarizzazione di Hamas in cambio di una tregua di almeno 5 anni. Rilascio degli ostaggi e nascita di uno Stato palestinese sulla base dei confini del 1967. Questa è la proposta di Hamas arrivata il 26 aprile. Foto credit: Chris McGrath/Getty Images
392 corpi trovati in diversi fosse comuni a Gaza. Bambini, donne, uomini, pazienti e personale sanitario degli ospedali Nasser e Shifa. Una tragedia sulla quale l'ONU chiede un'inchiesta.
Nel Canale della Manica sono morte 5 persone, tra queste un bambino di 4 anni. Intanto il Regno Unito deporterà in Ruanda i richiedenti asilo. Come in Itala la solidarietà viene criminalizzata e a farne le spese sono anche i palestinesi.
L'offensiva di Rafah inizierà a breve, c'è un piano di evacuazione dei civili palestinesi ma non è chiro quante persone potrà tutelare. Intanto gli USA hanno deciso di sanzionare il battaglione ultraortodosso Netzah Yehuda, che opera in Cisgiordania, per le violazioni dei diritti umani dei palestinesi.
Gli USA hanno votato contro l'ingresso della Palestina nel consiglio di sicurezza dell'ONU, facendo valere il diritto di veto.
Nuovo attacco israeliano all'Iran, stavolta è stata colpita una base militare a Esfahan.
Hezbollah alza il tiro e Israele si prepara ad attaccare nuovamente l'Iran
Omicidi mirati, utilizzo dei proxy, il ruolo dell'Arabia Saudita e di altri altri Paesi arabi. Cosa potrebbe succedere a breve
Per il momento potrebbe finire così, dopo la risposta dell'Iran a Israele sembra che uno stallo possa essere la soluzione trovata dagli attori regionali e globali che sostengono le potenze. Per dare un quadro della situazione delle reazioni che ci sono state nei Paesi interessati ho chiesto un contributo a Silvia Boccardi, collega che si trova in questi giorni negli Stati Uniti, a Giuseppe Didonna, collega che vive in Turchia, e a Lorenzo Forlani, esperto dell'area e in particolare del Libano.
Dopo il raid israeliano al consolato iraniano di Damasco nel quale è morto l'ufficiale Mohammad Reza Zahedi, comandante delle Forze al Quds, è arrivata la risposta iraniana con 200 droni e 150 missili, quasi tutti intercettati. La diplomazia iraniana dice che per loro la storia è chiusa ma ora c'è da capire quale sarà la risposta di Netanyahu, che fino a ieri sera era all'angolo politicamente e che oggi invece può scegliere se aprire il nuovo fronte e rinviare ancora le elezioni.
Il primo giorno di Ramadan non ha fermato l’esercito israeliano a Gaza e nei Territori Occupati e, purtroppo, nemmeno a Gerusalemme dove ai credenti musulmani è stato impedito l’ingresso alla moschea di Al Aqsa. Se sullo scacchiere politico le pedine continuano a fare il loro gioco, a che punto è il Diritto Internazionale? Ne parliamo con Triestino Mariniello, Professore Ordinario di Diritto Penale Internazionale alla John Moores University di Liverpool e membro del team legale di rappresentanza delle vittime di Gaza alla Corte Penale Internazionale. Puntata di Michela Chimenti
Israele ha aperto il fuoco sulla folle che ha assaltato un tir di aiuti umanitari. Mentre registriamo ci sono 104 morti e centinaia di feriti.
L'Italia invia armi a Israele anche dopo il 7 ottobre, lo dimostra un articolo di Altreconomia che utilizza i dati ISTAT. Macron vuole inviare truppe di terra in Ucraina e Biden annuncia un cessate il fuoco che nessuno vuole. Per usare una frase di Gramsci: “il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri.”
A Rafah si muore di fae e di sete, in attesa di morire sotto le bombe. La situazione è difficilissima e la raccontano Sami Abu Omar, della ONG ACS, e Tommaso Della Longa, portavoce della Federazione Internazionale della Croce Rossa.
Oggi ho sentito Jumana e le ho chiesto un audio nel quale mi raccontava la situazione. Dopo avermelo inviato inizio a montare la puntata ma ne arrivano altri: hanno appena bombardato nella sua zona, si sentono le ambulanze correre nella loro direzione. Jumana parla del genocidio in corso e della situazione delle persone nel Nord della Striscia.
Sin dal 1967, quando Israele ha occupato la Cisgiordania (o West Bank), il controllo di ogni aspetto della vita dei palestinesi non ha fatto che aumentare, rendendo sempre più umiliante e pericoloso ogni movimento. Negli ultimi mesi le cose sono purtroppo peggiorate: dal 7 ottobre in Cisgiordania sono stati arrestati circa 7000 palestinesi, ne sono stati feriti 4443 di cui 672 bambini, e ne sono stati uccisi circa 390 di cui 102 bambini (dati aggiornati al 12 febbraio 2024). In questo episodio raccontiamo la Cisgiordania attraverso il campo profughi Dheisheh di Betlemme grazie alla voce di Elisa dell’associazione YA BASTA! ÊDÎ BESE! Se volete supportare il progetto Dheisheh Resiste potete farlo qui: https://sostieni.link/35244
Hamas rigetta la proposta di scambio di ostaggi e prgionieri politici, chiede il cessate il fuoco e il ritiro di Israele dalla Striscia. Intanto l'Egitto vuole costruire un muro per non far passare i gazawi.
Gli appeli a Israele per fermarsi arrivano da moltissimi Paesi, lo Stato ebraico è sempre più solo mentre al Cairo si tratta per una tregua senza Sinwar, del quale la stessa Hamas non ha notizie da due settimane. Intanto il governo israeliano ha deciso di trasferire Marwan Barghouti, il Mandela palestinese, in una località isolata per paura di un'insurrezione. L'uomo che potrebbe guidare dei negoziati di pace per la Palestina resta in carcere e Israele non ha alcuna intenzione di liberarlo.
Israele ha presentato un piano per la realizzazione di 15 campi profughi da 25.000 persone ciascuno nella Striscia di Gaza, coprirebbero un terzo della popolazione attuale di Rafah. Intanto i negoziati vanno avanti e il vice di Sinwar è in Egitto per trattare, segno che la strategia di Israele per catturare i leader di Hamas non sta sortendo effetti. Nella puntata un contributo si Sami Abu Omar che ci racconta che per un pacco di pannolini bisogna spendere 40 euro, che manca tutto e le persone sono allo stremo.
L'operazione di terra a Rafah è iniziata mentre il confine con l'Egitto è chiuso. Un milione e mezzo di persone sono in un fazzoletto di terra da dove non si scappa.
Hamas rifiuta la tregua e chiede più prigionieri palestinesi liberi in cambio degli ostaggi. Tra questi c'è anche Barghouti, che in caso di elezioni presidenziali batterebbe Hamas senza troppi problemi. E poi c'è la questione della terra: Israele si ritirerà dalla Striscia di Gaza?
Due puntate speciali di “Racconti da Gaza”, intitolate “Voci dalla memoria”, vogliono raccontare alcuni dei momenti più bui della Storia, per mostrare come da popoli ed eventi molto diversi si possa arrivare a razionalizzare soluzioni disumane, e come popoli ed eventi molto diversi siano stati attraversati da ideologie e sentimenti spesso sovrapponibili gli uni agli altri, tremendamente simili sia nella strategia degli aguzzini che nella resistenza e nella liberazione dei popoli oppressi. Vedremo anche quanto certe narrazioni siano da decenni sempre le stesse, e quanto l’informazione e la propaganda abbiano pesato sulla diffusione della violenza più brutale. “Voci dalla memoria” ha anche un altro scopo, quello di mostrare quanto il massacro in corso nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania abbia in comune con altri genocidi, nelle parole, nelle immagini e nelle azioni, nella speranza che di queste narrazioni, un giorno non troppo lontano, non si debba più aver bisogno. Le voci in questo episodio: Roberta Lippi, Ilenia Lazzarin, Majid Capovani, Laura Formenti, Gianpiero Kesten Musiche: Alorem
La giornata di ieri sermbrava essere quella giusta per un accordo di cessate il fuoco, invece così non è stato. Intanto USA e Regno Unito si muovo su più piani diplomatici e potrebbero riconoscere lo stato palestinese.
Non è Fauda, è la realtà. L'operazione dei reparti speciali israeliani nell'ospedale supera anche la finzione cinematografica.
Sul confine tra Giordania e Siria è stata colpita una base USA, sono morti 3 soldati e 20 sono rimasti feriti. L'attacco è stata rivendicato da un gruppo iracheno legato all'Iran, ora gli Stati Uniti potrebbero rispondere. Questo è un ulteriore step dell'escalation che la guerra a Gaza sta causando. Intanto molti Paesi hanno deciso di tagliare i finanziamenti all'UNRWA, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, e lo hanno fatto dopo che la Corte Internazionale di Giustizia ha chiesto di sostenere la popolazione civile per evitare un genocidio.
A distanza di due settimane dalle prime udienze pubbliche, ha emesso la sua ordinanza dichiarando a chiare lettere che “esistono prove sufficienti per valutare l’accusa di genocidio”. Proviamo a schiarirci le idee ascoltando qualche commento a caldo su questa sentenza. Ne parliamo con Chantal Meloni, giurista e Professoressa associata di Diritto penale all'Università degli studi di Milano, dove insegna International Criminal Law, e con Roberto Virzo, Professore di Diritto Internazionale presso l’università di Messina e la LUISS di Roma
A Gaza si muore si fame oltre che di bombe. Ieri un gruppo di persone nel Nord ha raggiunto un punto in cui dovevano esserci degli aiuti umanitari e invece ha ricevuto proiettili: 20 morti e 150 feriti. Secondo le ricostruzioni è stato l'esercito israeliano, che ha il controllo la zona. Intanto Netanyahu e Smotrich attaccano il Qatar, Paese che in queti mesi ha mediato per la tragua.
Alcuni Paesi occidentali prendono le distanze da Netanyahu e chiedono la nascita di uno Stato palestinese. Sono gli stessi che dicono di essere con Israele "senza se e senza ma".
Hamas ha riufiutato una proposta di tregua: due mesi di cessate il fuoco in cambio di tutti gli ostaggi. Per loro sarebbe stata la fine mentre per Netanyahu sarebbe stata una vittoria politica prima e militare dopo. Netanyahu che viene contestato nel suo Paese e che oggi è in forte difficoltà e sembra aspettare le elezioni statunitensi per riavere accanto l'amico e alleato Trump, perché questa sua guerra al momento è un fallimento. Dopo oltre 3 mesi i tunnel vengono ancora utilizzati da Hamas per colpire l'esercito israeliano e due giorni fa c'è stata la perdita più grande dall'inizio della guerra: 21 soldati morti in un attacco.
L’11 e il 12 gennaio scorsi si sono tenute le prime udienze pubbliche alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia, riguardanti le accuse di genocidio del Sudafrica contro Israele. In attesa che la Corte si pronunci, facciamo il punto della situazione con Chantal meloni, giurista e Professoressa associata di Diritto Penale all'Università degli Studi di Milano, dove insegna International Criminal Law.
Rassegna stampa dei giornali italiani sul bombardamento in Yemen da parte di USA e Regno Unito con punti di vista e riflessioni sull'estensione del conflitto.
USA e Regno Unito hanno bombardato San'a', la capitale dello Yemen, in risposta agli attacchi alle navi commerciali. Lo Yemen è uno dei Paesi più poveri del mondo e la guerra civile iniziata nel 2014 ha creato un'emergenza umanitaria con 21 milioni di persone che necessitano di aiuti. Questo bombardamento però può aumentare ancora di più la tensione in Medio Oriente con una scontro, ancora non frontale, tra Iran e Stati Uniti.
J’accuse: la grammatica della storia della Palestina è raccontata nel libro scritto da Francesca Albanese, giurista, dal 2022 relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, e Christian Elia, giornalista, fondatore e direttore di Q code Magazine. In un giorno così importante per il Diritto Internazionale, in cui si è svolta la prima udienza pubblica per l’accusa di genocidio da parte del Sudafrica a Israele, le voci dei protagonisti di oggi ci accompagnano nel racconto di cosa è successo nella Striscia di Gaza e nei Territori Occupati, prima e dopo il 7 ottobre 2023. Testo e voce Valerio Nicolosi e Michela Chimenti
Israele dovrà rispondere all'accusa di genocidio avanzata dal Sudafrica alla Corte di Giustizia Internazionale ma il verdetto non è scontato per una serie di motivi. In questa puntata abbiamo provato a spiegare perché l'accusa non è facilmente dimostrabile, come funziona la Corte Penale Internazionale ma anche come funziona l'ONU e perché ci sono tante risoluzioni sulla Palestina e perché non è uno Stato riconosciuto. Testo e voce Valerio Nicolosi e Michela Chimenti
La tenzione sale: un comandante di Hezbollah è stato ucciso poche ore fa mentre il Ministro della Difesa israeliano Gallant dichiara al WSJ che sono pronti a fare a Beirut "copia e incolla" diq uello che hanno fatto a Gaza. Intanto Blinken sta facendo l'ennesimo tour dell'area.
Partendo da un editoriale di Alberto Negri su Il Manifesto, una puntata che ricostruisce il puzzle complesso del Medio Oriente.
Due bombe presso la tomba del generale Soleimani portano l'Iran direttamente in guerra. 103 morti e 211 feriti, il peggior attentato terroristico della storia recente in Iran. Sempre ieri pomeriggio il segretario generale di Hazbollah si è detto pronto a rispondere a Israele ma non ha ancora portato il partito sciita in una guerra aperta
Il 2 gennaio 2024 è stato ucciso a Beirut Saleh al-Arouri, uno dei capi di Hamas. Il Libano è un Paese chiave per la regione e legato, nel bene e nel male, al popolo palestinese. Puntata speciale con i contributi del giornalista Lorenzo Forlani e del Professor Gianni Vaggi, Professore di Economia dello Sviluppo e Fondatore del Master in cooperazione e sviluppo di Pavia, in collaborazione con 5 Università straniere, fra cui l’Università di Betlemme. Puntata realizzata in collaborazione con Michela Chimenti
Si può essere felici tra le macerie? Si può festeggiare un compleanno sotto le bombe e provare a essere felici per un solo minuto? Jumana ha compiuto gli anni ci ha provato. Ho provato a farle gli auguri con questa puntata.